GLOSSARIO

A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Raggruppa coloro che hanno partecipato alla Resistenza, nonché giovani e simpatizzanti che aderiscono alle istanze da cui nacque e si realizzò il movimento di liberazione in Italia. Fondata a Roma nel 1944 su decisione dei rappresentanti di tutte le principali forze politiche presenti nell'Italia liberata (P.C.I., P.d'A., P.S.I.U.P., D.C., Demolaburisti, P.L.I. e rappresentanti di organizzazioni militari).
ANTIFASCISMO Movimento ideologico-politico sorto in contrapposizione al fascismo per combattere le mire autoritarie e reazionarie e difendere le istituzioni democratiche, la libertà di pensiero, politica, sindacale. Si sviluppò in varie fasi successive con particolari metodi di espressione e di lotta dal 1919 alla Liberazione. La partecipazione attiva contro la dittatura non fu, prima dell'8 Settembre 1943, un fenomeno di massa. Coinvolse alcune decine di migliaia di persone che costituivano un'avanguardia agguerrita e preparata che avrebbe formato il nucleo fondamentale della lotta di liberazione nel 1943-45. La maggior parte dei quadri del movimento partigiano provenivano dal carcere, dal confino, dalla guerra di Spagna, dall'emigrazione politica. E' certo che la lotta di liberazione non avrebbe avuto le caratteristiche e l'ampiezza che ebbe, se non ci fossero stati i precedenti vent'anni di tenace e oscura lotta clandestina antifascista.
ANTISEMITISMO Forma di razzismo nei confronti degli ebrei che fu diffusa in Germania dai nazisti, sfociando nella pianificazione della "Soluzione finale", e in Italia dai fascisti, con le leggi razziali del 1938.
ARMI I partigiani non avevano chi li rifornisse regolarmente di armi, usavano quelle abbandonate dall'esercito italiano ormai sciolto o se le procuravano attaccando depositi e caserme fasciste e tedesche e togliendole ai prigionieri e ai nemici uccisi in combattimento.
ATTACCO Forma caratteristica della guerriglia. Non avveniva mai in campo aperto ed era effettuato con diverse modalità a seconda del tipo: attacco di una colonna in movimento o in sosta, di presidi isolati e di abitati, di un convoglio ferroviario, per catturare armi e munizioni o liberare ostaggi e prigionieri.
BANDE ARMATE Modo di radunarsi dei partigiani soprattutto nelle campagne e sui monti; essi combattevano secondo le regole della guerriglia, cioè avevano il compito di assalire il nemico e poi sparire.
BANDITI Termine dispregiativo con cui venivano definiti i partigiani dai tedeschi e dai fascisti per il loro modo di vivere e di combattere.
BASE PARTIGIANA Lanci di bombe che durante la guerra distrussero le maggiori città italiane colpendo abitazioni, fabbriche, cantieri navali, opere d'arte, provocando immensi danni e causando la morte o la mutilazione di moltissimi cittadini.
Luogo di permanenza di nuclei partigiani per periodi di tempo differenti a seconda delle circostanze, delle necessità e delle opportunità dettate dalle vicende della guerriglia e, in particolare, dai problemi di sicurezza. Era quasi sempre collocata in baracche di fortuna, capanne o cascinali.
BOMBARDAMENTI  Lanci di bombe che durante la guerra distrussero le maggiori città italiane colpendo abitazioni, fabbriche, cantieri navali, opere d'arte, provocando immensi danni e causando la morte o la mutilazione di moltissimi cittadini.
CAMPI DI CONCENTRAMENTO Luoghi recintati con filo spinato dove passava una fortissima correnteelettrica, in cui venivano rinchiusi ebrei e prigionieri di nazioni diverse; essi venivano fatti lavorare in modo disumano, erano malnutriti e torturati. Tristemente famosi sono i campi di concentramento di Mauthausen, Dachau, Auschwitz, Buchenwald, Terezin, Ravensbruck e la Risiera di San Sabba in Italia.
CAMPI DI STERMINIO Luoghi recintati con filo spinato dove passava una fortissima correnteelettrica, in cui venivano rinchiusi ebrei e prigionieri di nazioni diverse; essi venivano fatti lavorare in modo disumano, erano malnutriti e torturati. Tristemente famosi sono i campi di concentramento di Mauthausen, Dachau, Auschwitz, Buchenwald, Terezin, Ravensbruck e la Risiera di San Sabba in Italia.
Luoghi creati per l'uccisione in massa degli ebrei. (Bergen Belsen)
COMANDANTE PARTIGIANO Un volontario cui veniva affidato in incarico (non un grado) sulla basedei risultati pratici del suo impegno. Doveva possedere doti di coraggio fisico, prontezza intuitiva, senso di responsabilità. Esercitava le proprie funzioni da democratico, da compagno di lotta e non da "superiore" studiandosi inoltre di comprendere le differenze dei temperamenti, delle predisposizioni intellettuali e pratiche di ciascuno di quelli che doveva guidare.
COMMISSARIO POLITICO Era un partigiano che godeva della stima dei compagni per le sue qualità morali e intellettuali. Coadiuvava il comandante militare in tutte le incombenze della lotta (amministrazione, rifornimenti, stampa partigiana, rapporti con le staffette e le popolazioni civili, ecc.) e in più aveva il compito di tenere conversazioni politiche sul significato e il valore della Resistenza, la storia dell'antifascismo e sul concetto di democrazia, ecc., specialmente con giovani e giovanissimi che provenivano dalle scuole del fascismo ed erano entrati nelle formazioni partigiane con diverse motivazioni: per istintiva ribellione alla dittatura o per il semplice scopo di sottrarsi al servizio militare repubblichino o alla deportazione in Germania.
COSTITUZIONE Assetto fondamentale dello Stato. Documento nel quale sono contenuti i principi e gli istituti fondamentali dell'organizzazione statale (Costituzione formale). Il termine Costituzione può essere inteso anche in senso materiale, quando identifica l'ordinamento fondamentale dello stato nei suoi principi e nelle sue strutture quale si pone nell'effettiva realtà. La Costituzione italiana entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Si compone di 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali. Si pone l'obiettivo di essere una carta di garanzia e di indirizzo.
C.L.N. Comitato di Liberazione Nazionale; organizzazione che coordinava a livello nazionale l'azione di tutti i partiti e movimenti politici che lottavano contro i nazifascismi.
DECIMAZIONE Regola stabilita dai tedeschi, secondo la quale per ogni tedesco ucciso dovevano morire dieci italiani. (Un triste esempio di decimazione fu la strage avvenuta alle Fosse Ardeatine dove furono barbaramente uccisi 335 italiani fra cui donne e ragazzi)
DEMOCRAZIA Sistema politico in cui la sovranità appartiene a tutti i cittadini, che la esercitano mediante rappresentanti liberamente eletti.
DEPORTAZIONE Trasferimento di prigionieri o di civili prelevati anche dalle loro case e mandati nei campi di concentramento.
DISERTORI Erano considerati coloro che anziché presentarsi ai vari comandi fascisti, si nascondevano o prendevano la strada dei monti o si univano ai partigiani.
DISTACCAMENTI Formazioni partigiane dislocate in piccoli gruppi nelle campagne e sui monti. Combattevano secondo le regole della guerriglia di non attaccare mai in campo aperto il nemico ma assalire di sorpresa e poi sparire. Erano definite anche bande.
ECCIDI Grandi stragi naziste di civili inermi e incendi di interi centri abitati coinvolti nei grandi rastrellamenti contro le formazioni partigiane.
ESECUZIONE SOMMARIA Uccisione di un prigioniero di guerra senza regolare processo.
FASCISMO Movimento e regime totalitario, antisocialista e antidemocratico. Il termine, che fa riferimento al fascio littorio dell'antica Roma, deriva dai Fasci italiani di combattimento fondati nel 1919 da Benito Mussolini. Il fascismo fu al potere in Italia dal 1922 al 1943.
FUCILAZIONE Modo in cui venivano uccisi molti partigiani e oppositori al regime fascista. In Arcevia furono fucilati sotto le mura Remo Latini e Palmarino Morici e altri cinque partigiani.
G.A.P. Gruppi di Azione Patriottica (di tre-quattro elementi) che agivano nei centri urbani in luoghi come comandi, depositi, convogli, stazioni ferroviarie, caserme, ecc. Le azioni erano molto rischiose e richiedevano grande coraggio, competenza e organizzazione.
GESTAPO Abbreviativo diGEheime STAats POlizei (Polizia Segreta si Stato). Polizia politica del regime nazista, divenuta famosa per le crudeltà compiute.
GUASTATORI Partigiani che avevano il compitodi distruggere ponti, caserme, treni tedeschi, carichi di armi, affinché il nemico rimanesse disarmato e non riuscisse a ritirarsi senza perdite.
LANCI Pacchi di viveri, armi, medicine, coperte, che venivano lanciati dagli alleati con il paracadute nelle zone dove operavano i partigiani.
LINEA GOTICA Sistema difensivo tedesco approntato nell'ottobre 1943 dai nazisti e che andava dal Tirreno all'Adriatico attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano per sbarrare l'accesso agli alleati alla Valle del Po e quindi alle regioni dell'Italia Settentrionale. Copriva in profondità una fascia di 30 km e si estendeva in lunghezza 280 km da Massa a Pesaro. Lo sfondamento della Linea avvenne nella primavera del 1945 quando le armate alleate e le formazioni partigiane si riversarono nella Pianura padana.
MERCATO NERO Mercato abusivo con prezzi altissimi che approfittava della scarsità di generi alimentari di prima necessità razionati che si acquistavano con la "Tessera annonaria".
MEZZADRIA Contratto agrario nel quale il proprietario di un terreno (concedente) e il mezzadro, in proprio e quale capo di una famiglia colonica, si associano per la coltivazione di una azienda promiscua (podere) e per l'esercizio delle attività connesse al fine di dividerne, a metà, i prodotti e gli utili. In Italia la mezzadria fu abolita nel 1964.
MONARCHIA Forma di governo nella quale il potere (arché) di comando è concentrato in una sola (monos) persona. Può essere assoluta o costituzionale. In Italia la monarchia regnò dal 1861 al 1946.
NAZISMO o NAZIONALSOCIALISMO Nome che il fascismo prese in Germania. Il Partito nazionalsocialista fu fondato da Adolf Hitler nel 1920 ed aveva un'ideologia fondata sul razzismo (superiorità della razza tedesca) e su un radicale nazionalismo.
NOME DI BATTAGLIA Era il nuovo nome che ogni partigiano si attribuiva quando entrava a far parte di un gruppo e col quale lo conoscevano gli altri compagni; ciò avveniva affinché in caso di cattura, sotto le più spietate torture, nessuno potesse rivelare i nomi degli altri.
PAROLA D'ORDINE Parola che serviva come riconoscimento fra soldati e che veniva pronunciata di fronte alla sentinella per poter passare.
PARTIGIANI Uomini e donne di varie idee politiche e classi sociali che di propria volontà decisero di combattere per una patria libera e democratica.
PARTITO Raggruppamento volontario, composto da individui uniti da principi e interessi comuni, che mira a contribuire alla determinazione dell'indirizzo politico generale, partecipando all'esercizio del potere nell'ambito dello stato.
POPOLAZIONE E PARTIGIANI Durante la Resistenza i rapporti tra la popolazione e i partigiani furono dicollaborazione. La gente nascondeva i partigiani durante i rastrellamenti, li rifornivano di viveri e vestiario, li curavano quando erano malati o feriti; non li tradivano neanche in cambio di soldi o sale, anzi per loro correvano il rischio di essere uccisi o di veder bruciare le proprie case.
RAPPRESAGLIA Modo violento e feroce con il quale i nazifascisti intervenivano sulla popolazione per reprimere la guerriglia partigiana.
RASTRELLAMENTO Azione punitiva compiuta da ingenti forze fasciste e tedesche in zone in cui erano svolte azioni partigiane.
REFERENDUM Istituto giuridico di democrazia diretta contemplato nell'ordinamento legislativo della Repubblica italiana e consistente nella chiamata alle urne di tutti gli elettori per pronunciarsi su questioni di grande rilevanza.
REPUBBLICA Forma di stato che si contrappone alla monarchia. La sua particolarità è che il capo dello stato è elettivo. Lo stato italiano assunse la forma istituzionale della repubblica con il referendum del 2 giugno 1946.
REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA R.S.I. Detta anche Repubblica di Salò. Sotto l'egida dei nazisti venne istituitanell'Italia occupata dalle truppe di Hitler dopo l'8 Settembre 1943. I suoi seguaci furono chiamati "Repubblichini" a significare la pochezza di questo artificiale organismo statuale al servizio dello straniero.
REPUBBLICHE PARTIGIANE Zone liberate dai partigiani nel Nord e nel Centro Italia fra la primaverae l'autunno del 1944 e che furono rette da giunte amministrative unitarie nello spirito e secondo gli ordinamenti previsti dal C.L.N. Esempi significativi di democrazia e operosità, ebbero breve durata, sopraffatte dalla soverchiante potenza dei nazisti. Es. Repubblica partigiana della Valsesia, Repubblica partigiana di Montefiorino (Modena).
RESISTENZA Periodo storico che va dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945. E' la lotta combattuta dai partigiani per liberare la patria dall'invasore tedesco e dal fascismo.
RETATA Massiccio impiego di forze fasciste allo scopo di catturare coloro che non si presentavano alla chiamata alle armi.
SABOTAGGIO Attacchi al potenziale bellico del nemico con vari obiettivi: produzione industriale, comunicazioni stradali, ferroviarie, telefoniche, telegrafiche, servizi pubblici, ecc.
S.A.P. Squadre di Azione Patriottica. Operavano al fianco dei G.A.P. Contribuirono ad allargare la base di massa della Resistenza coinvolgendo nella lotta vasti strati di popolazione.
SENTINELLE Partigiani che a turno facevano la guardia di giorno e di notte per assicurarsi che nella zona non circolassero nemici.
SINDACATO Associazione di lavoratori che si costituisce per promuoverne e difenderne i diritti economici e professionali.
SPIE Persone che lavoravano per i fascisti e i tedeschi come informatori e si infiltravano tra i partigiani per avere notizie. Anche con il loro attivo concorso fu reso tragicamente possibile l'eccidio di Monte S.Angelo.
SS Schutz-Staffeln, pattuglie di protezione. Corpo paramilitare istituito nel 1925 dal Partito nazionalsocialista tedesco.
STAFFETTE Partigiani che avevano l'incarico di portare notizie da una zona all'altra senza dare nell'occhio, ragione per cui le staffette erano soprattutto donne e ragazzi.
STAMPA CLANDESTINA Giornalini stampati e distribuiti clandestinamente ai vari gruppi partigiani dalle staffette. Nella nostra zona tali giornali furono: "Giornale del combattente", "Bandiera rossa", "Aurora".
STRANIERI PARTIGIANI Ai partigiani italiani si unirono durante la Resistenza uomini e donne slavi, russi, inglesi, sfuggiti ai campi di concentramento.
SUFFRAGIO UNIVERSALE Diritto di voto concesso a tutti i cittadini che abbiano raggiunto unadeterminatà età, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, fede politica o religiosa e senza alcuna subordinazione a requisiti di natura economica o culturale. In Italia fu introdotto nel 1946.
TRIBUNALE MILITARE Tribunale costituito da ufficiali. Decideva in modo parziale la sorte dell'imputato, il cui destino era precedentemente segnato.
VITTO I partigiani non potevano avere un'alimentazione regolare e completa sia per le misere condizioni del tempo di guerra, sia per la vita che conducevano. Nella nostra zona mangiavano formaggio, salumi, pane di granoturco e altri semplici viveri ricevuti per lo più dai contadini.